Logika Blog

Ottimizzazione SEO articoli e pagine

Come scrivere un articolo SEO e ottimizzare il posizionamento su Google: qualche utile consiglio

Per ogni business che si rispetti è fondamentale considerare tra gli obiettivi primari un buon posizionamento sui motori di ricerca. Per raggiungere questo obiettivo, vi sono diversi fattori su cui è importante intervenire, tra cui la struttura SEO degli articoli e delle pagine del sito web.

Scrivere un articolo SEO non è semplice come sembra: sono tanti, infatti, gli elementi di cui tener conto nella realizzazione di un testo ottimizzato per il posizionamento Google, ed ogni copywriter deve sapere quali aspetti curare maggiormente per ottenere il risultato desiderato e piazzarsi alle prime posizioni del motore di ricerca.

Partiamo dalle basi.

  1. Keywords

Le Keywords o parole chiave rappresentano forse il fattore principale del successo di un articolo SEO.

La ricerca delle giuste keywords permette infatti di creare maggiore traffico sul sito web e consente a Google di comprendere con maggiore precisione di cosa tratta l’articolo e di indirizzare quindi l’utenza verso risultati più coerenti.

È quindi opportuno analizzare i temi e le parole più utilizzate dagli utenti nelle loro ricerche, in particolar modo le varianti delle frasi più ricercate: ciò consente infatti di aggirare i concorrenti che già da tempo si sono posizionati su una parola chiave molto utilizzata, dando una risposta più precisa alla ricerca. In definitiva, è molto più vantaggioso per il posizionamento utilizzare frasi chiave lunghe e specifiche, che portano sul sito un traffico ben selezionato.

  1. Il valore del titolo

Il titolo dell’articolo SEO è un altro aspetto fondamentale, da tenere in considerazione particolare.

Per scrivere un titolo realmente efficace, è innanzitutto opportuno posizionare la parola o frase chiave all’interno del titolo stesso, preferibilmente all’inizio. Più si è specifici, maggiori sono i risultati.

Allo scopo di creare un titolo accattivante e funzionale al nostro scopo, si può ricorrere a delle espressioni del tipo “Come fare…“, “5 cose da sapere su…” o “Ciò che non sapevi su…“. L’uso di tali espressioni cattura l’attenzione dell’utente interessato e risultano particolarmente efficaci per il posizionamento.

Per quanto riguarda la lunghezza, il titolo dell’articolo non deve essere troppo lungo ma deve essere agilmente visibile sia da desktop che da mobile. Anche lo slug ha la sua importanza: in questo frangente, è fondamentale mantenere la keyword, pure accorciando il titolo.

  1. La descrizione meta

La descrizione Meta è quel breve campo di testo che compare sotto il titolo dei risultati Google ogni volta che effettuiamo una ricerca.

Si tratta di un testo che permette di chiarire, e potenzialmente di incuriosire, il lettore con maggiori informazioni sull’articolo. la descrizione meta è importante non soltanto per l’utenza ma anche per il googlebot, il quale dà parecchia importanza a tale aspetto per catalogare correttamente l’articolo sulla base delle keywords presenti.

Il consiglio è quello di realizzare la descrizione meta solo al completamento dell’articolo, in modo da effettuare un riassunto completo ed efficace dei contenuti trattati.

  1. Immagine di copertina

Anche l’occhio vuole la sua parte.

Ogni contenuto sul web non può prescindere da un’immagine di qualità. Ricordiamo infatti che i fruitori ultimi dei nostri contenuti sono per l’appunto gli utenti, i quali sono sensibili a grafiche esteticamente gradevoli e contenuti interattivi. Se prima si trattava semplicemente di un’accortezza dedicata alle persone, nel 2020 anche il motore di ricerca Google tiene conto di questo aspetto, misurando anche il livello di engagement.

Per spezzare il testo, dunque, è utile inserire una Hero Image (immagine di copertina) ed altri elementi grafici quali tabelle, infografiche ed altro, per arricchire ulteriormente il contenuto.

È utile ricordare che le immagini vanno ottimizzate per evitare che il sito possa rallentare e quindi diminuire la sua fruibilità.

La risoluzione ideale per le Hero Image è di 1080×720, ed è preferibile utilizzare il formato JPEG in quanto molto più leggero in termini di Kb rispetto al PNG. Diverso è il discorso per infografiche e tabelle: in questo caso, il formato da preferire è il PNG, poiché preserva al meglio la nitidezza.

Inoltre, anche le immagini hanno una loro descrizione, e questa non deve essere lasciata al caso. Può essere molto utile ripetere la parola chiave nell’Alt text dell’immagine, in modo da aiutare Google a comprendere che l’immagine è coerente con un certo tema.

  1. La struttura e la quantità di parole

Chi è presente da un po’ nel settore, ha spesso optato per un limite di 300-400 parole nella redazione degli articoli. Si tratta di una buona soluzione, se si parla di un sito abbastanza datato e ricco di link a siti autorevoli. Tali caratteristiche permettono infatti a Google di valutare in automatico tali contenuti come più attendibili. Se il progetto che si intende curare è invece giovane, è importante capire come scavalcare la concorrenza e portare maggiore traffico sul proprio sito web o e-commerce.

La risposta ci viene data da diversi studi effettuati da specialisti SEO, i quali hanno osservato che alle prime posizioni per quanto riguarda il traffico vi sono articoli lunghi, che raggiungono le 2.000 parole circa.

Un testo così ampio rischia di essere pesante e poco fruibile, se non strutturato. Ecco alcuni consigli:

– Sfrutta le prime 100 parole per realizzare un esordio accattivante, che riesca a coinvolgere il lettore, spingendolo a continuare nella lettura.

– Il limite di 300 parole, designato dagli esperti come la lunghezza ideale per esplicare un concetto senza stancare, può essere sfruttato dividendo un testo più lungo in paragrafetti di 300 parole ciascuno. Per agevolare ulteriormente la lettura, è consigliabile indicare questi paragrafi con dei sottotitoli.

– Non è consigliato usare frasi troppo lunghe, che rischiano di stancare il lettore.

  1. L’importanza dei link

Un articolo ben indicizzato contiene sempre dei collegamenti tramite link. Si tratta di un fattore tenuto molto in considerazione da Google, che tende a considerare più autorevole un testo contenente un link ad altri contenuti anziché un testo ben strutturato ma senza alcun collegamento. Questo perché il link può essere una citazione da fonti o un approfondimento utile, dunque un elemento che arricchisce il testo e l’esperienza di ricerca dell’utente.

Un consiglio utile è quello di non citare fonti concorrenti delle nostre risorse: se infatti Google acquisisce che il collegamento dalla nostra pagina a quella del concorrente è senza ritorno, tenderà a privilegiare la risorsa concorrente nelle ricerche, poiché la percepirà più esaustiva.

I link possono anche essere interni, ovvero rimandare ad altri articoli o sezioni sul nostro sito web. Questo permette non soltanto di migliorare l’esperienza di navigazione sul nostro sito, ma anche di incrementare il livello di interattività della risorsa: ciò ci porta al punto successivo.

  1. Metriche comportamentali

Una volta ultimato l’articolo seguendo attentamente tutti i fattori in gioco, subentra un altro elemento di cui tenere conto, vale a dire l’atteggiamento che l’utente ha nei confronti del nostro contenuto. Google monitora attentamente se le persone scelgono di indugiare sulla nostra pagina e per quanti minuti, o se scelgono immediatamente di uscire ed effettuare una nuova ricerca su siti concorrenti. Tale fattore è definito metrica comportamentale, ed è un elemento sempre più importante nel ricalcolo del posizionamento sui motori di ricerca. Non esistono trucchi per migliorare i parametri comportamentali degli utenti sul proprio sito: l’unica strada è quella di curare la qualità dei propri contenuti e di migliorare il più possibile l’esperienza dell’utente sulla propria pagina web.

Le principali metriche comportamentali valutate da Google sono:

Bounce rate: consiste nella percentuale di utenti che “rimbalzano” sulla nostra pagina, ovvero la aprono per poi chiuderla subito senza effettuare alcuna azione. Se il bounce rate è elevato, è facile intuire per Google che la pagina non rappresenta una risorsa utile per l’utenza, dunque viene penalizzata.

Permanenza: ovvero il tempo di permanenza degli utenti sulla pagina. Chiaramente, maggiore è la permanenza, più il contenuto verrà considerato utile.

Click Through Rate: ovvero una valutazione sulla base dei click effettuati sulla pagina.

  1. Supporto professionale.

Come si può evincere dai punti precedenti, scrivere un contenuto ben indicizzato non è affatto semplice e necessità un certo grado di esperienza e di attenzione che è difficile raggiungere se non si lavora specificatamente nel campo.

Si può provare a gestire in autonomia la redazione dei contenuti web, tenendo però conto che vi saranno inevitabilmente errori che rischieranno di penalizzare la pagina, a scapito di un lavoro importante e faticoso.

La strategia migliore, perciò, è quella di affidarsi fin da subito a dei professionisti del settore: copywriter esperti che sapranno elaborare al meglio i tuoi contenuti per un’indicizzazione ottimale su Google.

Raggiungi le prime posizioni di ricerca in modo efficace e con maggiori probabilità di successo: affidati ai professionisti del settore.

Contattaci per avere una consulenza!

    Contatto commerciale
    Desideri essere contattato da un nostro consulente?
    (facoltativo)

    VUOI RICEVERE VIA E-MAIL ARTICOLI COME QUESTO?

    Inserisci il tuo indirizzo e-mail nel campo sottostante!

      Termini e condizioni
      (richiesto)

      Contatto commerciale
      Desideri essere contattato da un nostro consulente?
      (facoltativo)

      Iscrizione alla newsletter
      Desideri ricevere informazioni aggiornate e offerte speciali via email?
      (facoltativo)