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E-Commerce, cos’è e come funziona

E-commerce, che cos’è e quali vantaggi offre per migliorare il proprio business online

e-commerce

Con l’aumento esponenziale delle vendite online riscontrato negli ultimi anni, il termine e-commerce è diventato particolarmente noto. Tuttavia, ben pochi conoscono le reali proprietà di questo prezioso strumento e i vantaggi che può portare ad ogni attività di vendita online.

E-commerce, che cos’è

La parola E-commerce fa riferimento a diversi aspetti: può intendere il complesso delle transazioni commerciali che avvengono online, oppure la compravendita di prodotti e servizi, o ancora il luogo virtuale in cui avvengono tali transazioni, dunque eShop, marketplace, e così via.

Il significato di E-commerce si potrebbe riassumere più semplicemente nell'”atto di comprare e vendere prodotti e servizi in rete“, atto che non comprende soltanto un trasferimento di denaro ma anche lo scambio di dati essenziali per il completamento della transazione.

Il commercio elettronico sta gradualmente trasformando il nostro modo di acquistare e vendere prodotti e servizi, nonché le abitudini degli utenti/consumatori, sempre più connessi alla rete per effettuare acquisti. Secondo un report di Casaleggio Associati circa lo stato dell’e-commerce, infatti, il fatturato globale legato alle vendite online a fine 2019 era di oltre 15.700 miliardi di dollari: un dato, questo, che suggerisce come gli acquisti online stiano gradualmente superando gli acquisti presso i negozi fisici. È di fondamentale importanza, perciò, che i retail tradizionali imparino ad adeguarsi a queste nuove tendenze, rispondendo all’esigenza sempre maggiore da parte degli acquirenti di acquistare prodotti e servizi direttamente dalla rete, senza spostarsi dalla propria casa.

E-commerce, sempre più mobile

Uno dei dati più rilevanti degli ultimi tempi in merito alla situazione del commercio elettronico in Italia è che sono aumentati gli acquisti effettuati tramite dispositivi mobile: più del 76% degli acquirenti appartenenti al campione di Casaleggio Associati ha acquistato almeno una volta, nell’anno 2019, attraverso il suo smartphone o da tablet.

Ciò non vale soltanto per il nostro Paese: la tendenza ad utilizzare il cellulare o altri device mobili per gli acquisti online è una pratica sempre più diffusa in tutto il mondo, e ha permesso di creare altre forme derivate di ecommerce, quali il social commerce o l’instant shopping, che sfruttano per l’appunto le piattaforme maggiormente utilizzate dagli utenti per inserire inserzioni e inviti all’acquisto senza interrompere la navigazione. Nascono così i Facebook Shops e il bottone Compra su Instagram.

E-commerce, pro e contro

Attualmente, l’e-commerce non è più un semplice canale ulteriore di vendita, ma rappresenta un’opportunità enorme per aumentare le vendite e raggiungere un pubblico sempre più globale. Non solo: la vendita online permette anche di abbattere alcuni costi di gestione legati alla logistica e alla distribuzione, e può favorire l’ottimizzazione dell’inventario e l’organizzazione puntuale delle scorte in magazzino, soprattutto se si sceglie di adottare software gestionali dedicati.

Inoltre, avere un e-commerce permette di sfruttare l’effetto “long tail”, un concetto introdotto da Chris Anderson nel 2016: in breve, nell’ambito della SEO, l’effetto long tail si riferisce alla strategia che prevede l’uso di parole chiave con volume di ricerca ridotto ma ad alto tasso di conversione. In questo modo è possibile puntare su ricerche più specifiche ed affinare così il traffico al sito, aumentando le probabilità di acquisire clienti reali, che alla fine effettuano l’acquisto.

Infine, vendere online permette di accedere a tutta una serie di informazioni sui potenziali acquirenti che permettono di impostare campagne di marketing personalizzate e ben mirate, in modo da ottenere risultati migliori e più proficui, nonché un’esperienza utente più soddisfacente e fidelizzante.

Quando si parla di e-commerce, non si può parlare propriamente di “svantaggi”, ma piuttosto di “sfide” che il titolare di un’attività deve poter affrontare per ottenere tutti i benefici che il commercio online può offrire. Primo fra tutti, vi è il fattore economico: aprire un vero e-commerce, diverso dalle soluzioni semplificate è più economiche messe a disposizione da Google o dai vari marketplace, richiede un investimento importante che, sebbene apra opportunità di guadagno maggiori, può risultare problematico in un primo momento.

Altra difficoltà può sorgere sul fronte della gestione: distribuzione, logistica, ma anche customer care e assistenza pre e post vendita sono elementi tanto importanti quanto complessi da gestire, soprattutto se non si fa uso di software gestionali capaci di semplificare e di automatizzare determinati processi che richiedono tempo ed attenzione. Inoltre, oggi il cliente è abituato ad avere un’ampia scelta circa i metodo di pagamento digitali, e si aspetta in ogni caso sicurezza e tutela che devono essere sempre garantite.

Come aprire un e-commerce, tipologie e scelte

Per avere un e-commerce che sia davvero efficace e che permetta di dare slancio al proprio business, è fondamentale capire in prima istanza di quale tipologia di e-commerce si ha bisogno, ovvero a quale cliente ci vogliamo rivolgere.

E-commerce B2B (Business to business): un negozio online che consente transazioni commerciali tra soggetti business. Rientrano in questa categoria, ad esempio, i venditori all’ingrosso.

E-comerce B2C (Business to Customer): è la forma più classica di e-commerce, poiché funziona esattamente come un negozio tradizionale, che prevede la vendita di beni o servizi al dettaglio.

E-commerce B2A o C2A: è il caso in cui una PA o un ente vende servizi digitali a imprese o cittadini, che effettuano pagamenti con sistema di identità digitale (ad esempio per tasse, prestazioni sanitarie, ecc.)

E-commerce C2C: si tratta di negozi virtuali che consentono la compravendita tra consumatori. È il caso, ad esempio di eBay alle sue origini, o di alcuni marketplace e gruppi Facebook, in cui si compra o si vende ad utenti geograficamente vicini.

Una volta selezionata la tipologia giusta, bisogna scegliere se optare per un software per e-commerce o se affidarsi ad una piattaforma proprietaria.

Ad oggi, esistono diversi CSM e piattaforme per il commercio online, come Magento e Shopify, che permettono di realizzare in poco tempo e con poco investimento degli ottimi negozi virtuali. Scegliere di utilizzare questi software permette di avvalersi di temi e modelli preimpostati e non richiedono uno sforzo eccessivo in termini di configurazione, manutenzione e messa in sicurezza. Tuttavia, ciò implica anche una minore possibilità di personalizzazione, che è invece il punto di forza di una piattaforma proprietaria: questo permette infatti di potenziare la brand identity e l’affidabilità dell’e-commerce, fattori non da poco nelle dinamiche di vendita e acquisto online.

In genere, per produttori più piccoli o per attività alle prime armi, i marketplace possono essere la soluzione più adatta, poiché permette di semplificare la gestione e di abbattere dei costi.

E-commerce, come generare traffico

Una volta creato l’e-commerce, la prima cosa da fare è capire come generare traffico sul proprio negozio virtuale. Non basta, infatti, mettere online un e-commerce perché dia immediatamente risultati, ma occorre ottimizzarne ogni dettaglio per far sì che i motori di ricerca veicolino traffico al sito. Per questo, occorre impostare una strategia SEO ottimale, e dunque rivolgersi a dei professionisti che abbiano una conoscenza approfondita di tali meccanismi, che sono estremamente ostici per i non addetti ai lavori.

A questo punto, è importante decidere dove destinare il budget a disposizione, ovviamente previa consulenza di esperti del settore. I canali su cui investire sono diversi: campagne social media, campagne con influencer e micro influencer, directmaketing, display marketing, remarketing e così via rappresentano tutte ottime soluzioni per aumentare il traffico al proprio negozio virtuale o sul proprio profilo in marketplace.

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