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Statistiche e-commerce Italia 2019

Statistiche e-commerce Italia, le attuali tendenze del commercio online nel nostro Paese

Statistiche e-commerce Italia 2019

Abbiamo visto in un articolo precedente come si fa ad avviare un’attività online (Leggi-> Come aprire un e-commerce, una breve guida): ma perché dovresti farlo? Qual è l’andamento delle vendite online in Italia? Conviene investire in questo settore?
Ecco le risposte che cerchi!

STATISTICHE E-COMMERCE ITALIA, UNA PANORAMICA MONDIALE

Prima di dedicarci alla situazione italiana, è importante avere una visione un po’ più ampia dell’e-commerce e della sua diffusione. Ci basti pensare che, attualmente, su 4,3 miliardi di persone che hanno l’opportunità di accedere ad internet, ben 2,81 miliardi di utenti nello scorso anno ha scelto di acquistare online. Questo dato ci fa capire che più della metà degli utenti che utilizza internet sceglie di affidarsi all’e-commerce, acquistando online almeno una volta all’anno.

L’area Asia-Pacifico è quella più prolifica al punto di vista del commercio online, subito seguita dagli Stati Uniti, con Amazon.

Per quanto riguarda l’Europa, l’acquisto sul web è un fenomeno in crescita costante, soprattutto tra un paese e l’altro. Infatti, mentre il 44% degli utenti europei acquista solo nel proprio Stato, il 47% sceglie di acquistare sopratutto da Cina, Stati Uniti, Regno Unito e Germania.

Nonostante in Italia l’e-commerce sia entrato in ritardo rispetto alla media Europea, gli ultimi anni hanno registrato un’interessante crescita.

Già il 62% della popolazione italiana acquista online, e tale percentuale sembra destinata ad aumentare ancora.

Si tratta di una notizia molto interessante per chi è già imprenditore online o per chi vorrebbe diventarlo, perché è la prova che

il valore del fatturato e-commerce in Italia è in crescita.

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STATISTICHE E-COMMERCE ITALIA, I SETTORI MAGGIORMENTE INTERESSATI

Tra i settori che nel corso del 2018 hanno registrato un notevole fatturato in Italia, annoveriamo innanzitutto la categoria del “tempo libero”, con il 41,3% del fatturato totale. La crescita di questo settore è determinata principalmente dal gioco online.
Segue il settore turistico, con il 28% del fatturato, ed il settore di salute e bellezza, in aumento con il 23% grazie anche alla presenza delle farmacie online.

Seguono questa tendenza positiva anche i settori della moda, dell’elettronica di consumo, di casa e arredamento e alimentare.

Per quanto riguarda le statistiche più recenti dettate da Casaleggio Associati, riguardo al 2019, la crescita maggiore riguarderà i centri commerciali, prevista al +40%, grazie alla loro vastità di prodotti e servizi offerti.

Seguono i beni relativi all’arredamento domestico, che probabilmente raggiungeranno un +29%, e il settore alimentare, grazie soprattutto allo sviluppo del food delivery, con un +27%.

Anche l’editoria ha visto un certo sviluppo, mentre tematiche come quella assicurativa non sembrano godere dello stesso clima di favore, forse proprio a causa della complessità che la caratterizza.

Ma qual è la situazione dell’artigianato?
Secondo un’indagine di Confartigianato, se il 72% delle aziende ha una presenza online ma non vende sul web, il 12% si è dedicato all’e-commerce, mentre il 16% non ha alcuna presenza sul web.

La gran parte delle imprese, dunque, sembra sfruttare solo parzialmente le opportunità del web, nonostante il 55% delle imprese che praticano e-commerce rilevino un aumento della produzione.

STATISTICHE E-COMMERCE ITALIA, LE ATTIVITÀ PIÙ EFFICACI

Esistono diversi modi per costruire la propria presenza online, e resta da definire quale sia la più efficace e conveniente per chi desidera migliorare il proprio business.
I dati raccolti dagli studi attestano che il Keyword advertising rappresenti ancora oggi la strategia più utilizzata per la vendita online, con il 19% degli investimenti.
Segue l’attività sui Social Media, con il 18%, e la SEO, con il 17%.

Il Social Media Marketing, in particolare, è uno strumento sempre più analizzato, i cui risultati effettivi sembrano difficili da valutare nonché complessi da raggiungere. Infatti, per quanto riguarda il fatturato, solo il 30% degli e-commerce rileva un incremento delle vendite da parte degli utenti che trovano l’azienda grazie ai Social Network, contro il 49% che invece non valuta considerevole l’impatto dei Social Media sulle proprie vendite, e il 21% che non assiste a risultati concreti.

Per quanto riguarda le piattaforme, Facebook resta in prima posizione ed è considerato efficace al 71%. Al secondo posto troviamo Instagram, con un’efficacia attestata al 53%, seguito poi da Youtube, LinkedIn e Twitter. Snapchat, invece, non sembra avere alcun impatto dal punto di vista del fatturato.

In generale, gli investimenti delle imprese sul web riguardano innanzitutto il marketing di promozione, ma anche interventi sul miglioramento del sito web: il 22% delle aziende sceglie di intervenire sull’esperienza degli utenti sul sito web, magari puntando su una ottima prima impressione. In fondo alla lista, vi sono gli investimenti dedicati al miglioramento dell’infrastruttura tecnologica, per ottimizzare la visualizzazione da mobile e per la marketing automation.
Rimane infine stabile l’investimento sulle attività per la vendita all’estero.

STATISTICHE E-COMMERCE ITALIA, L’IMPORTANZA DELLE RECENSIONI

La testimonianza diretta dei clienti e la conseguente reputazione dell’impresa online sta diventando un fattore sempre più rilevante per gli e-commerce.
È sempre più comune l’usanza di sbirciare le recensioni degli altri utenti in merito ad un prodotto, prima di acquistare lo stesso. Un chiaro esempio è dato dal fenomeno di Tripadvisor, che ha fatto delle recensioni il proprio business, a tutti gli effetti il passaparola più potente attualmente disponibile sul mercato.

Già il 52% delle aziende si è reso conto di questo trend, e dispone di un sistema di recensioni interno al portale; il 28% sta ancora elaborando questo sistema, mentre il 12% degli e-commerce si affida a sistemi esterni per reperire le recensioni. Solo l’8% sceglie di evitare le recensioni.

La situazione è talmente rilevante che già in Italia vi sono figure dedicate allo studio delle recensioni, e spesso viene dedicato persino un budget per ottimizzare tale aspetto della propria presenza online.
Permettere agli utenti di recensire la propria esperienza diretta con l’impresa, tuttavia, non basta per coglierne i frutti positivi, e spesso addirittura può rivelarsi un’arma a doppio taglio. Secondo le statistiche, è vantaggioso esprimere importanti valori aziendali, come la cura per l’ambiente, l’attenzione alla salute del cliente, la lotta all’inquinamento, e così via.

Un ulteriore aiuto viene da altre attività quali il servizio di customer care, soprattutto post-vendita, la piena fruibilità del portale e la particolare attenzione all’aspetto logistico. A minare la reputazione dell’impresa, invece, sono le recensioni negative sui Social Network (59%) o su portali dedicati (62%), commenti negativi su testate giornalistiche online (23%) o offline (8%) o ancora all’interno di servizi televisivi locali (9%).

COME OTTIMIZZARE LE ATTIVITÀ ONLINE

Una volta analizzate tutte le statistiche offerteci da Casaleggio Associati, cerchiamo di volgere queste informazioni a vantaggio del nostro business.

I punti che è necessario analizzare più a fondo sono:

L’importanza dei social network

Nonostante non tutti li ritengano veramente efficaci, è innegabile che il consumatore medio consideri prevalente una recensione sui canali social di un’azienda. In definitiva, i social network influenzano effettivamente gli acquisti, sia in positivo che in negativo, perciò risulta fondamentale essere presenti attivamente sui Social Network, seguendo strategie mirate a raggiungere nuovi utenti e ad ottenere risultai nel medio-lungo periodo.

Acquisti da mobile

Nel 2018, il 58% dei consumatori di tutto il mondo ha effettuato almeno un acquisto via mobile. Tale dato, se in Europa sale al 60%, in Italia si attesta all’85%. È il chiaro segno che gli utenti italiani sembrano preferire sempre di più l’utilizzo dello smartphone per i propri acquisti online.
Tale trend sembra derivare proprio dalla tardiva diffusione del mobile in Italia rispetto agli altri paesi del mondo.

Modalità di pagamento

Sembra strano, eppure i metodi di pagamento possono incidere notevolmente sull’e-commerce. Chi predilige il pagamento con contrassegno è meno portato ad accettare l’acquisto esclusivamente con mezzi quali carta di credito o PostePay. Al contrario, chi preferisce pagare online non sarà portato ad acquistare presso un’azienda che non prevede questo metodo.
Il metodo di pagamento prediletto dagli italiani è senza dubbio la carta di credito; seguono i digital wallet quali Paypal e bonifico, il pagamento alla consegna e infine via smartphone.

La spedizione

I servizi di logistica sono uno dei maggiori fattori di scontento per gli utenti che si rivolgono all’e-commerce.
Come prevedibile, è preferita la consegna a casa in giornata, secondo il 60% degli e-shopper italiani, ma è in tendenza crescente la richiesta di consegna serale, al lavoro, al ritiro presso un punto di distribuzione o in negozio. Secondo i dati raccolti, gran parte dell’utenza è disposta a pagare di più per un servizio di consegna personalizzabile.

Tutela dell’ambiente

Come abbiamo già detto, diffondere i propri valori aziendali può incentivare una certa fetta dei consumatori a prediligere una certa impresa anziché un’altra. Il tema ambientale è fortemente sentito nell’epoca attuale, soprattutto dai più giovani. Dunque, rendere più green i propri processi produttivi, l’imballaggio e la distribuzione, ha sicuramente i suoi vantaggi dal punto di vista della reputazione.

In conclusione, sono diversi i margini di miglioramento per l’e-commerce in Italia, e seguire queste linee guida può costituire un buon punto di partenza per ottimizzare la propria presenza online e far fruttare il proprio business.

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